摘要:“Fair play, il modo vincente (chi gioca lealmente è sempre vincitore)”: così inizia e si conclude il Codice di Etica Sportiva del Consiglio d’Europa, adottato a Rodi il 13-15 maggio 1992 dai Ministri europei responsabili per lo Sport. Il bisogno di etica rappresenta un dato oggettivo. Si avverte in modo sempre più pressante l’esigenza del rispetto delle regole intrinsecamente deontologiche in un mondo – quale quello dello sport – in cui si assiste alla “irresistibile ascesa dell’aggressività”2 e in cui pare si vada “a gamba tesa su de Coubertin”3.