摘要:Partendo dall’esempio del libro VI dell’Eneide di Virgilio, questo articolo esplora ciò che potrebbero diventare il linguaggio e la «verità» se, al contrario di ciò che Platone propone per la formazione dei guardiani dello stato, invece di procedere verso l’alto, dalla percezione dei sensi all’essere univoco e intelligibile, ci si muove verso il basso, in direzione del regno ambiguo del sonno, dei sogni e della morte.
其他摘要:Using Virgil’s Aeneid VI as an example, this paper explores what might become of language and “truth” if contrary to Plato’s proposed course of education for the guardians of the state one moves, not up from sense perceptions to univocal, intelligible being, but down to the ambiguous realm of sleep, dreams and death.